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Ieri sera sono andata al teatro del Piccolo con le mie amiche. Io credevo che era bello invece era bruttissimo, le marionette erano brutte e fatte male, parlavano male, ed era noioso.
Finito lo spettacolo ero tutta scocciata perché un’ora e mezza l’ho sprecata per vedere una cosa brutta e invece potevo andare fuori a mangiare con le amiche.

thumb_52a736703f309252348b4568_default_mediumQuesta pagina, tratta dal diario di una bambina di nove anni, ci sembra una corretta recensione dello spettacolo allestito dalla Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli al Piccolo Teatro Grassi: Il bacio della fata.

Non ci sono mezze misure nel giudizio, ma è così che dovrebbe essere a teatro, dove invece il pubblico assiste con buona educazione e applaude a qualunque proposta, ossequiosi come si fosse a messa.
Il teatro è diventato uno di quei luoghi dove si fa Cultura a prescindere, e se uno non capisce o non apprezza deve preoccuparsi per la propria poca intelligenza o sensibilità invece che di calca senza qualità il palcoscenico.

La fiaba di Andersen a cui lo spettacolo dice di ispirarsi non ha nulla della pedanteria messa in scena dalle marionette dei Colla, accompagnata da una recitazione didascalica ed enfatica come non se ne sentiva più da decenni. Niente della levità, ironia, poesia dello scrittore danese, la cui forza narrativa stava proprio nell’asciutto rigore di ogni autore di fiabe.
Ma quando si piega la bellezza della verità alla convenzione moraleggiante si diventa come quel Re che, sempre secondo Andersen, solo i bambini possono smascherare.

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