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Apsaras, centro per le arti sacre dell’India, propone in Italia un progetto educativo già lungamente sperimentato in India: la danza sacra praticata da bambini e ragazzi (e adulti) Sordi.

Il primo anno di progetto ha preso il via a Milano dai primi di ottobre 2012, con un corso per bambini presso il teatro Trebbo di via De Amicis.
Vi invitiamo alla presentazione del progetto mercoledì 15 maggio 2013 alle ore 18.30 presso il teatro Trebbo in via De Amicis 17 per condividere quanto fatto finora e quanto in progetto per il prossimo anno.

I centri e le associazioni presenti in altre città e interessati a valutare od ospitare il progetto, possono contattarci ai recapiti riportati a fine post.

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«La danza è matematica della mente e geometria del corpo» recitano i maestri di una delle più antiche discipline teatrali al mondo: il Bharata Natyam.

Non si fa dunque nessun riferimento alla musica.
Al contrario, i maestri rimproverano coloro che invece di concentrarsi su ciò che deve sapere il corpo si fanno guidare dall’ascolto della musica durante l’esecuzione della danza.
Come spesso accade con i maestri orientali, la critica in proposito è tagliente: «anche le scimmie sanno danzare seguendo la musica…»

Cosa vuol dire?
La danza in India è sacra perché è una disciplina di estrema ricchezza espressiva che si fonda su una enorme competenza tecnica. Dunque chiede all’allievo di appropriarsi di ua profonda consapevolezza della varietà dei possibili movimenti del corpo (che poi diventano coreograficamente “gesti”) e del tempo (il ritmo che scandisce l’evoluzione delle forme del corpo).

Il danzatore deve sapere in primo luogo contare, facendolo via via in modo sempre più disinvolto e complesso, (abilità che è frutto di un ripetuto esercizio corporeo-intellettivo poiché in India non si chiede un lavoro di solo intelletto poiché considerato inseparabile dall’esperienza fisica) e che perpetuandosi circolarmente nel corpo e nella mente produce la corretta esecuzione di ciò che va creato nello spazio e nel tempo dato.

In India la musica e il canto che accompagnano la danza sono per lo spettatore e non per il danzatore. Musica e testo cantato completano con il loro specifico registro l’esperienza emotiva e intellettuale offerta dall’arte scenica (la danza è sempre racconto sacro, preghiera rivolta a ciò che di divino vi è in ogni essere umano e nell’universo che ci circonda).

Tutto ciò per spiegare come sia un grosso fraintendimento pensare che la pienezza vitale che procura la danza sia alla portata solo di chi si muove seguendo la musica, e come di conseguenza sia invece un’esperienza praticabile da tutti, unendo corpo, pensiero ed emozioni. In India la danza sacra è infatti considerata una forma di yoga in movimento, yoga ossia “unione”.
Il miglioramento dell’organizzazione spaziale, l’affinamento del pensiero logico-razionale, la modulazione e modellazione della pulsione espressiva in forme codificate , sono tra le principali conquiste di un lavoro che fa della precisione e della costanza un percorso verso un profondo appagamento personale. Di cui fare dono agli altri.

Marcella Bassanesi, direttrice artistica di Apsaras, ha speso molti anni del suo lavoro come educatrice in progetti legati alla disabilità, lavorando anche come assistente alla comunicazione per bambini Sordi con la Provincia di Milano.
E’ stata allieva di Ujwal Bhole, maestro di danza e yoga, che per molti anni ha condotto nelle città e nei villaggi della regione di Lonavla, Maharashtra, progetti di danza per bambini Sordi.
La ricerca artistica che persegue da più di venti anni sulle arti sacre dell’India si è focalizzata sulle tecniche didattiche sviluppando una metodologia attenta alle caratteristiche delle possibilità degli allievi in contesti anche molto differenziati tra di loro.

Il progetto di un corso di danza per bambini e ragazzi Sordi corona dunque molti anni di studio e di pratica artistica e didattica, nella convinzione di poter offrire un’esperienza formativa significativa sia sotto il profilo educativo che espressivo.

Tutto questo in estrema sintesi ovviamente. Per maggiori informazioni e per comunicarci la vostra presenza alla presentazione del 28 settembre:

numero verde gratuito 800 14 66 64
e-mail: marcella.bassanesi@gmail.com

www.apsaras.it

Dal sito www.assistentecomunicazione.it riportiamo queste parole, come sempre belle, di Gianni Rodari:

È difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco, cantare per il sordo,
liberare gli schiavi che si credono liberi.

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Ringraziamo tutti coloro che ci aiutano a diffondere la comunicazione di questa iniziativa, tra cui: sordionline.com, assistentecomunicazione.it, sourds.net, mamme a milano, giornalinodelsordo.it, il Giornale.it,

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