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Il video su Sic, la Fondazione per Simoncelli, il libro sul ragazzo-pilota…

Si rinnova all’infinito il culto della morte giovane, nell’inconsapevolezza che dietro il compianto dolente si perpetua una mitologia della morte bella (poetica, eroica, commovente perché ingiustamente precoce), che blandisce l’ego inquieto di migliaia di adolescenti che sulla bilancia delle loro azioni pongono quest’epica della memoria affettuosa. Quell’affetto di cui si va in disperata ricerca durante la stagione del farsi uomo (e donna) ha una rete (paradossale) di protezione: tanto se muoio gli altri mi penseranno con ammirazione, proprio quello che non accade (non sento accadere) oggi. E dunque perché preoccuparsi dei rischi?

Parlo intenzionalmente di inconsapevolezza, perché non voglio dubitare della buona fede di chi era legato a Simoncelli, ma sarebbe veramente il caso di pensare se non sia meglio un solidale silenzio a questa glorificazione sentita, ma seducentemente fuorviante.

C’è poco da fare. Oggi come in passato la morte si esorcizza anche così, con il culto della memoria. Se puoi si muore praticando la velocità – totem della modernità sviluppista – si assurge ai massimi vertici.

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Vale la pena riportare per intero il manifesto che fondò questo mito moderno nell’Italia agraria, proto-industriale e fascisteggiante: La religione della velocità di Marinetti.

Come anche riportare il link all’unico spettacolo che ha cercato di infrangere questo tabù proprio con i ragazzi, con tanta schiettezza che se n’è potuta vedere una sola replica (ma Jenet diceva che ogni spettacolo teatrale dovrebbe essere rappresentato un’unica volta…): O la corsa o la vita della compagnia del Trebbo al Piccolo Teatro Studio di Milano (nell’interpretazione perfetta di Marco Tajani).

11 Maggio 1916
La nuova religione-morale della velocità. Manifesto (F. T. Marinetti)


Nel mio primo manifesto (20 febbraio 1909) io dichiarai: la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova, la bellezza della velocità. Dopo l’arte dinamica, la nuova religione morale della velocità nasce in quest’anno futurista della nostra grande guerra liberatrice. La morale cristiana servì a sviluppare la vita interna dell’uomo. Non ha più ragione d’essere oggi, poiché s’è vuotata di tutto il Divino.
La morale cristiana difese la struttura fisiologica dell’uomo dagli eccessi della sensualità. Moderò i suoi istinti e li equilibrò. La morale futurista difenderà l’uomo dalla decomposizione determinata dalla lentezza, dal ricordo, dall’analisi, dal riposo e dall’abitudine.
L’energia umana centuplicata dalla velocità dominerà il Tempo e lo Spazio. […]
Sentieri tortuosi, strade che seguono l’indolenza dei fiumi e girano lungo le schiene e i ventri disuguali delle montagne, ecco le leggi della terra. Mai linea retta; sempre arabeschi e zigzag. La velocità dà finalmente alla vita umana uno dei caratteri della divinità: la linea retta.
[…] Bisogna perseguitare, frustare,torturare tutti coloro che peccano contro la velocità. […]
La velocità, avendo per essenza la sintesi intuitiva di tutte le forze in movimento, è naturalmente pura. La lentezza, avendo per essenza l’analisi razionale di tutte le stanchezze in riposo, è naturalmente immonda. Dopo la distruzione dell’antico bene e dell’antico male, noi creiamo un nuovo bene:la velocità, e un nuovo male: la lentezza.
Velocità = sintesi di tutti i coraggi in azione.Aggressiva e guerresca.
Lentezza = analisi di tutte le prudenze stagnanti. Passiva e pacifista.
Velocità = disprezzo degli ostacoli, desiderio di nuovo e d’inesplorato. Modernità, igiene.
Lentezza = arresto, estasi, adorazione immobile degli ostacoli, nostalgia del già visto, idealizzazione della stanchezza e del riposo, pessimismo circa l’inesplorato.Romanticismo rancido del poeta viandante e selvaggio e del filosofo zazzeruto occhialuto e sporco.
Se pregare vuol dire comunicare con la divinità, correre a grande velocità è una preghiera. Santità della ruota e delle rotaie. Bisogna inginocchiarsi sulle rotaie per pregare la divina velocità. Bisogna inginocchiarsi davanti alla velocità rotante di una bussola giroscopica: 20.000 giri al minuto, massima velocità meccanica raggiunta dall’uomo. Bisogna rapire agli astri il segreto della loro velocità stupefacente, incomprensibile. […]
L’Ebbrezza delle grandi velocità in automobile non è che la gioia di sentirsi fusi con l’unica divinità. Gli sportsmen sono i primi catecumeni di questa religione. Prossima distruzione delle case e delle città, per formare dei grandi ritrovi di automobili e di aeroplani.

Luoghi abitati dal divino: i treni; i vagoni-ristoranti (mangiare in velocità). Le stazioni ferroviarie;specialmente quelle dell’Ovest America, dove i treni lanciati a 140 km. passano bevendo (senza fermarsi) l’acqua necessaria e i sacchi della posta. I ponti e i tunnels. La piazza dell’Opéra di Parigi. Lo Strand di Londra. I circuiti d’automobili. Le films cinematografiche. Le stazioni radiotelegrafiche. I grandi tubi che precipitano delle colonne d’acqua alpestri per strappare all’atmosfera l’elettricità motrice. I grandi sarti parigini che mediante l’invenzione veloce delle mode, creano la passione del nuovo e l’odio per il già visto. Le città modernissime e attive come Milano, che secondo gli americani ha il punch (colpo netto e preciso, col quale il boxeur mette il suo avversario knock-out). I campi di battaglia. Le mitragliatrici, i fucili,i cannoni,i proiettili sono divini. Le mine e le contro-mine veloci: far saltare il nemico PRIMA che il nemico ci faccia saltare.I motori a scoppio e i pneumatici d’un automobile sono divini. Le biciclette e le motociclette sono divine. La benzina è divina.Estasi religiosa che ispirano le centocavalli. Gioia di passare dalla 3ª alla 4ª velocità. Gioia di premere l’acceleratore, pedale russante della musicale velocità. Schifo che ispirano le persone invischiate nel sonno. Ripugnanza che io provo a coricarmi la sera. Io prego ogni sera, la mia lampadina elettrica; poiché una velocità vi si agita furiosamente.
L’eroismo è una velocità che ha raggiunto sé stessa, percorrendo il più vasto dei circuiti.
Il patriottismo è la velocità diretta di una nazione; la guerra è il collaudo necessario di un esercito, motore centrale di una nazione.
Una grande velocità d’automobile o d’aeroplano consente di abbracciare e di confrontare rapidamente diversi punti lontani della terra, cioè di fare meccanicamente il lavoro dell’analogia.
Chi viaggia molto acquista meccanicamente dell’ingegno, avvicina le cose distanti guardandole sinteticamente e paragonandole l’una all’altra e ne scopre le simpatie profonde. Una grande velocità è una riproduzione artificiale dell’intuizione analogica dell’artista. Onnipresenza dell’immaginazione senza fili = velocità. Genio creatore = velocità. […]
Correre correre correre volare volare. Pericolo pericolo pericolo pericolo a destra a sinistra sotto sopra dentro fuori fiutare respirare bere la morte. Rivoluzione militarizzata d’ingranaggi. Lirismo preciso conciso. Splendore geometrico. Per godere più fresco e più vita che nei fiumi e nel mare dovete volare nella contro-corrente freschissima del vento a tutta velocità. […]
Bisogna credere soltanto nella solidità-resistenza creata dalla velocità. La forza e la complicazione del pensiero, la raffinatezza dei desiderî e degli appetiti, l’insufficienza del suolo, la fame di miele,di spezie,di carni e di frutti lontani, tutto impone la morale-religione futurista della Velocità.
La Velocità distacca il globulo-uomo dal globulo-donna. La Velocità distrugge l’amore, vizio del cuore sedentario, triste coagulamento,arterio-sclerosi dell’umanità-sangue. La velocità agilizza, precipita la circolazione sanguigna ferroviaria automobilistica aeroplanica del mondo.
Soltanto la velocità potrà uccidere il velenoso Chiaro-di-luna, nostalgico, sentimentale, pacifista e neutrale.
Italiani, siate veloci e sarete forti, ottimisti, invincibili,immortali!

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