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Tra le materie che nessun Berlinguer, Gelmini, Profumo, considerano dover essere obbligatorie ben prima di altre, c’è l’educazione ambientale.
E’ l’ovvia conseguenza del partecipare a un modello di sviluppo in cui noi siamo i privilegiati e il resto del mondo paga per il nostro privilegio.
Lo squilibrio che imponiamo al nostro pianeta (alle sue infinite forme viventi, ai suoi abitanti, ai nostri fratelli), non ci tocca ancora direttamente con la sua mano pesante, ci sfiora con qualche aumento del pane o della benzina, ma poco più. Altri, lontani, invisibili, invece si dibattono e muoiono. O emigrano. E noi li respingiamo.
La speranza è riposta solo in generazioni dotate di una diversa consapevolezza e di un’ignavia minore della nostra.

Home è un documentario su ambiente e cambiamento climatico di Yann Arthus-Bertrand, prodotto da Luc Besson, diffuso contemporaneamente il 5 giugno 2009 nelle sale cinematografiche di 50 paesi, in concomitanza con la giornata mondiale dell’ambiente e che tutti (tutti) dovrebbero vedere.

Il film è stato prodotto in due versioni: una più breve (90 min) per televisione, DVD e internet, e una più lunga (120 minuti) per il cinema. Su internet è disponibile su YouTube in sei lingue (francese, inglese, spagnolo, tedesco, russo, arabo e italiano).

Home denuncia lo stato attuale della Terra, il suo clima e le ripercussioni a lungo termine sul suo futuro. Un tema che viene continuamente espresso lungo tutto il documentario è quello del delicato e fondamentale collegamento che esiste tra tutti gli organismi che vi fanno parte.

Il documentario inizia con le riprese di grandi paesaggi vulcanici spiegando la connessione che esiste tra le alghe monocellulari e la nascita della vita sul nostro pianeta.
Successivamente, il documentario approfondisce tematiche riguardanti le attività dell’uomo e sui nefasti effetti che queste stesse attività producono sull’ecosistema. Partendo dalla rivoluzione agricola ed il suo impatto sulla natura, vengono affrontate le questioni riguardanti il petrolio, l’industrializzazione, le città e le disuguaglianze sociali, che non sono mai state così grandi quanto nel nostro tempo.
A questo punto del documentario viene posta l’attenzione sul riscaldamento globale ed il buco dell’ozono. HOME ci spiega come lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare e il cambiamento meteorologico non hanno solo a che fare con il terzo mondo ma che, continuando di questo passo, molto presto interesseranno anche le regioni più sviluppate. Per circa tre minuti del film vengono forniti i dati sulla situazione attuale che vengono visualizzati mediante grandi scritte bianche su sfondo nero.

La conclusione del film cerca di essere al tempo stesso positiva e propositiva. Il documentario, dopo aver mostrato le terribili conseguenze di alcune attività umane sul nostro pianeta e sul suo ecosistema, fornisce indicazioni riguardo alle energie rinnovabili, la creazione di parchi nazionali, la cooperazione internazionale tra le varie nazioni in merito alle questioni ambientali come risposta agli attuali problemi che affliggono la terra.

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La Good Planet e la Ligue de l’Enseignement hanno realizzato anche un ausilio didattico per ritornare sui temi del documentario analizzando sia i contenuti che il linguaggio visivo scelto dall’autore.
E’ possibile scaricarlo qui:Home: scheda e percorsi didattici

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