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L’evento di una sera rende facile il gioco di parole con il nome del bel sito web che abbiamo già segnalato in questo blog (www.pedagogiadellalumaca.org).

Alle 11 la bambina siede al buio in giardino. Mi spetterebbe il compito di farla rientrare in casa per metterla a letto. Ma lei è intenta a osservare un manipolo di lumache immobili o in lento cammino tra erba, beole e fiori. E’ tutto il giorno che le cura, e ora che il caldo ha lasciato il posto a un po’ di frescura i gusci si animano, dondolano, si spostano lasciando scie luccicanti. In un tempo lungo e sospeso.
Viola, 7 anni, non sembra soffrire in alcun modo l’estrema lentezza con cui la scena si modifica sotto i suoi occhi, anzi. Osserva le traiettorie misteriose, gli incontri, gli intoppi. Resta lì un’altra ora. Chissà cosa pensa…

Dopo un paio di giorni entro in un colorificio e le compro un blocco di cartoncini neri e dei gessetti. A casa le dico «visto che le hai guardate al buio, di notte, disegnamole nello stesso modo: un bel fondo nero nero da cui saltino fuori i gusci a spirale e le lunghe antenne occhiute.
Lei guarda i materiali un po’ pensosa, non aveva considerato l’ipotesi di disegnare “all’incontrario”, in negativo. E comincia così

Se le garbasse l’idea, potremmo anche sperimentare l’accrocchio che ho costruito per disegnare spirali con altri bambini della sua età durante un laboratorio estivo (ispirandomi a una delle belle installazioni del Giardino di Archimede di Firenze).
Allora sì che potremmo fare delle lumache indimenticabili!
E magari, continuando, scoprire tra un paio d’anni come si costruiscono geometricamente le spirali pitagoriche e quelle logaritmiche, per poi tornare a quelle disegnate nelle pigne, negli ananas, nei girasoli. Vedremo..

Peccato solo che in due anni di elementari al parco Trotter di Milano (l’unica scuola dentro un vero e proprio parco in tutta la città!) a nessuna delle sue insegnanti sia venuto in mente di portare lei e i suoi compagni a giocare con la natura invece che far colorare fotocopie.
Perché un conto è essere lumache nel corpo, un conto nella testa…

Ma torniamo all’accrocchio per disegnare spirali!
Carico qui il video fatto con un telefonino al Giardino di Archimede di Firenze che da un’idea di come funziona, ma chiunque lo può ricostruire per conto suo, basta un piatto girevole (all’Ikea ne vendono di legno a 6 euro, perfetti per l’uso)

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ed ecco anche un paio di foto di bambini all’opera durante il laboratorio estivo tenutosi al Trebbo di Milano:

Oliviero Grimaldi

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