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Ci sono singole frasi più illuminanti di interi trattati di pedagogia.
Nella loro rarefatta sintesi precipitano istantaneamente molti pensieri complessi, affidando alla capacità di ognuno di ricostruirli o rimodularli con la propria intelligenza e sensibilità.

E’ il caso di questo scambio di battute riportate a conclusione dell’intervista di Simonetta Fiori a Adele Corradi pubblicata su la Repubblica del 10 luglio 2012.

Chiede l’intervistatrice:
Che cosa le è mancato di più dopo la sua morte (di don Lorenzo Milani)?

Risponde la Corradi:
«Mi è mancata la sua originalità, l’ironia. Ma soprattutto aveva la straordinaria capacità di darmi pace. Veniva ogni tanto da noi una professoressa che mi pareva una donna eccezionale. Sa di quelle che sanno far tutto? Colta, impegnata, anche cuoca sopraffina…»

Insomma, insopportabile, chiosa l’intervistatrice.

Replica la Corradi:
«Sì, in realtà ero molto invidiosa. E una volta chiesi a don Lorenzo:”Ma come farà a trovare il tempo per fare tutte quelle cose?”. “Non vuol bene a nessuno”, mi rispose di botto. Era vero! Quante più cose si farebbero se non si volesse bene a nessuno.»

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