Mentre ragionavamo sul principio per cui la geometria va imparata perché serve a fare delle cose (e non perché c’è scritto nelle Indicazioni Nazionali), ci sono venuti in mente quei meravigliosi esempi di geometria dei solidi applicata: i libri pop-up!
(E così, non ci riesce mai di restare seri…)

Ecco allora il link all’articolo (in inglese) di un’insegnante che li ha usati per fare un lavoro con i suoi bambini “attraverso il curriculo”:
http://robertsabuda.com/lessons/buildingbridges.html

Magical Pop-Up Fun
Building Bridges Across the Curriculum
Making pop-up books and cards provides exciting opportunities for connecting art with other curriculum areas. It encourages (but doesn’t require) collaboration between art and classroom teachers, allows students to experience both convergent (following directions) and divergent thinking (exploring various media and pop-up constructs) and can provide an arena for many art-centered learning experiences. It also represents the magic of childhood and discovery, which is central to the art experience and stays with us throughout our lives.
continues…

L’articolo si intitola oppurtunamente “Costruire ponti attrevero il curriculo” perché questo tipo di attività si presta a incrociare scrittura, lettura, arti visive e, naturalmente la geometria!

Per esempio nella semplice costruzione di un paesaggio “tridimensionale” descritto in questo blog (in italiano), si può ragionare parecchio su come debbano stare in rapporto altezza, lunghezza e profondità le “scatole” su cui poggiano i ritagli a seconda dell’effetto che si vuole ottenere…

Su YouTube ci sono molti tutorial su come costruire pop-up (che poi è la tecnica giapponese del kirigami); qui link a un video sulle tecniche base:

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