Tag

Segnaliamo questo articolo pubblicato su Il piccolo Hans e riportato in psychomedia.it (http://www.psychomedia.it/pm/science/psyma/inibmat1.htm)

Note sull’inibizione matematica

di Jorge Canestri e Silva Oliva

Interessante.
Un paio di perplessità, però:

lo sganciamento dall’esperienza sensibile della formulazione astratta propria del pensiero matematico, che lo rende ostico a molti tipi di intelligenza (Gardner…), non dovrebbe suggerire qualcosa a chi insegna matematica, invece che limitarsi a registrarlo come un dato di fatto?

come mai le “sofferenze” psicologiche degli studenti e degli adulti analizzate nello studio vengono messe in relazione solo con la specificità della disciplina e non con la (ben più rilevante) modalità di trasmissione?
quanti soffrono / hanno sofferto la matematica perché lì si concentrano i maggiori fallimenti (o ansie di fallimento) di quell’esperienza di addestramento e valutazione che ammorba la scuola tradizionale?

e quando arriva l’ora in cui diciamo che il re è nudo e che la matematica, oltre al livello utile alla vita quotidiana di ognuno, andrebbe fatta studiare solo a chi ne ha passione e talento? che la sua onnipresenza nei curricula di studi riflette un’idealismo aristocratico dell’essere umano capace nelle nobili scienze ma ignorante di molti altri sapere individualmente e socialmente assai più utili?

Annunci