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Riportiamo dallo splendido testo “Liberi di imparare” di F. Codello e I. Stella, Terra Nuova Edizioni (sperando di non incappare nelle ire dell’editore…)

“L’autostima è la conoscenza e l’esperienza di quello che siamo. Si riferisce a quanto conosciamo di noi stesi, e a come consideriamo ciò che sappiamo. La stima di sé può essere considerata come un pilastro, una base di sostegno. Chi ha un sano senso di autostima ha anche un senso di completezza, ed è in generale soddisfatto di sé. Una sana autostima significa: ‘mi sento bene, ho un valore perché esisto!
La fiducia in sé è invece la misura in ciò che riteniamo essere in grado di fare, di quanto pensiamo di essere validi e capaci, o maldestri e inefficienti. Si riferisce a ciò che riusciamo a realizzare. La fiducia in se stessi è piuttosto una qualità esterna, acquisita, anche se con la parola esterna non si vuole intendere superficiale. Non dobbiamo illuderci che favorire la fiducia in sé di un bambino porti automaticamente sostegno all’autostima. Sapere cosa siamo capaci di fare non migliora il giudizio su ‘chi siamo’. Ed è bene incoraggiare gli altri a realizzare un obiettivo; aiutarli, criticarli e sostenerli, ma altrettanto si deve fare con il loro ‘sentirsi bene’ con se stessi.”

“Nella maggior parte delle scuole tradizionali si tende a prendere in considerazione soltanto ciò che è misurabile, le capacità e le competenze, mentre raramente ci si sofferma a capire se un alunno sta bene con se stesso. Ad esempio, tanti ragazzi tendono ad avere fiducia in sé quando i voti sono positivi e a perderla quando sono insufficienti.”

Meditiamo…

 

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