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La copertina dell'album di figurine.
Non ce ne voglia l'editore se la pubblichiamo senza autorizzazione. Se legge il post capirà che è a fin di bene...

Facciamo una simulazione.
Siete un’insegnante di seconda elementare impegnata nella lezione con la vostra classe.
Supponiamo che stiate ripassando nomi propri e nomi comuni o articoli determinativi e indeterminativi. O magari siete impegnate nelle prime analisi del testo per fare capire chi è il soggetto, com’è, cosa fa, dove, ecc.

Uno dei vostri alunni però non vi sta seguendo.
Sta armeggiando sotto il banco con qualcosa. Vi avvicinate e scoprite che si tratta di una figurina dell’album degli amici cucciolotti di quest’anno (qui una presentazione per chi ignora di cosa stiamo parlando).

Allora avete davanti un’alternativa.

Ritirate la figurina al bambino (perché è un bambino prima di essere il vostro alunno) e lo riprendete per la sua disattenzione; poi per essere sicuri che il vostro giudizio su quel comportamento sia chiaro a tutto il resto della classe, tornate alla scrivania (la scrivania…) e tenendo le mani in alto perché tutti vedano, ripiegate la figurina in quattro, prendete la forbice e la tagliate.
Potete farlo tranquillamente, delle vostre colleghe vi hanno già preceduto su questa strada.

Oppure.

Cogliete la curiosità di quel bambino, la sua energia attentiva, il suo piacere ludico e lo trasformate. Consapevoli (se conoscete la vostra classe) che quella passione è condivisa tra molti se non tutti i suoi compagni.

Chiedete al bambino di che cosa si tratti e quando lui parlerà dell’album gli chiederete di farvelo vedere (lui o i suoi compagni ne hanno sicuramente una copia nascosta in cartella in attesa di esibirlo all’intervallo o per semplice attaccamento affettivo).
Qui il racconto rischia di farsi confuso tra le molte voci dei bambini che vorranno dire la loro: su quali parti sono le più belle, su quali figurine sono introvabili, su chi ha barato nello scambio di doppioni del giorno prima and so on. Sta alla vostra bravura organizzare questa partecipazione perché diventi un resoconto collettivo.

Se poi avrete la pazienza di gettare un occhio a questo album (ma dovreste già averlo fatto se vi sta a cuore l’universo immaginario dei vostri alunni, che è il pozzo più profondo in cui tuffare i secchi dell’apprendimento), vi accorgerete di quali siano gli spunti contenuti in quella pubblicazione.

Vi si almanaccano immagini degli animali presenti sul Pianeta, con i loro relativi ecosistemi, vi si alternano ambientazioni fantastiche con creature immaginarie, dai draghi agli amici cucciolotti in persona; l’intera pubblicazione è ispirata da principi ecologisti di rispetto e cura dell’ambiente e del vivente; una parte stessa dei proventi viene devoluta all’Ente Nazionale Protezione Animali.

Si spalanca davanti a voi un oceano di spunti su cui lavorare.

  • Perché si devono proteggere gli animali? Da che cosa? Chi li minaccia e chi li tutela?
  • In che cosa si differenziano questi animali morfologicamente? Quali hanno la proboscide e quali le ali? Quali hanno il manto a striscie e quanti la lingua lunga?
  • Quali animali sono usati nei segni zodiacali e perché proprio quelli? Ed è vero che nelle stelle si vedono disegnati pesci e scorpioni?
  • Esistevano davvero i draghi? Quali storie conosciamo con dentro dei draghi? Ed erano sempre aggressivi? O si sarebbero fatti volentieri i fatti loro?
  • Da cosa si capisce che un animale è un cucciolo o un adulto? E nell’uomo? Quali sono le tappe della propria crescita che i bambini si ricordano? Il vasino, la vaccinazione, i denti e le formiche?
  • Animali grandi e animali piccoli, animali lenti e animali veloci; spesso degli attributi si considerano positivi e altri negativi, ma è sempre così?
  • Potrete ancora parlare di sentimenti: l’eccitazione per l’acquisto delle figurine e la scoperta di nuove e mancanti da attaccare nell’album, la frustrazione per il mancato ritrovamento della figurina mancante o per l’imbroglio in un mercanteggiamento con i compagni; la speranza di avere presto un animale in famiglia; oppure la paura di essere aggrediti dai cani per strada; la malinconia per un animale di famiglia scomparso; la fantasia di diventare un esploratore animalista (o un veterinario o un cacciatore di leoni) eccetera eccetera; tutti sentimenti da approfondire, elaborare, consolidare o mettere in discussione (se sta a cuore la maturazione dell’individuo tanto decantata e non solo l’addestramento nozionistico).
  • E poi ci sono creature umanizzate come “piagnone”, “pigrone”, “golosone”, “pasticcione”, “cocciute”… Cosa sono i difetti, i vizi? Quali si è disponibili ad ammettere e quali danno più fastidio. Un bel temone da elaborare per un gruppo classe, magari scherzandoci su…
  • Che rapporto c’è tra le parole e le cose? Come possono essere fatta una tortaruga, un pescepane, un tappagallo e un’arcobalena? Facciamo un disegno e lo mandiamo all’editore perché lo inserisca nel prossimo album?

Ci fermiamo qui, ma gli esempi potrebbero continuare molto a lungo!

E non si limitano necessariamente a una grande chiaccherata collettiva (perché in classe mica si chiacchera), ma possono essere trasformati in consegne più strutturate.
Ad esempio elencare, distinguendole, le molte diverse categorie possibili; o creare griglie concettuali in cui incrociare i dati (sulle ascisse: ali, corna, uova, mammelle; sulle ordinate: li ho visti io, so che esistono qui vicino, esistono lontano, non esistono affatto); esercitarsi nella calligrafia dei nomi più strani, come quelli dei dinosauri; declinare le nozioni grammaticali su questa infinita popolazione animale; mettere addizione e sottrazione (se siete nel I quadrimestre) o moltiplicazione (se siete nel II) alla prova dello scambio di figurine; per non parlare di disegnare, esplorare sonorità, mimare con il corpo (ma qui si va già nel ministerialmente superfluo…)

E voi? Siete amici cucciolotti?

Insomma lo spazio e poco e anche la vostra pazienza, quindi chiudiamo.
Ma con la stessa idea con cui abbiamo iniziato:
le energie di un gruppo di cui si ha la responsabilità vanno sempre trasformate verso la maturazione e possibilmente la felicità, non inibite. Se esistono vi è una ragione, che va compresa e usata per il meglio, collaborativamente.
La positività della relazione educativa sta tutta qui.

Mettete alla prova la simulazione e sappiateci dire ;-)

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