Studiare la grammatica. Perché?

All’interno del gruppo “Maestri d’Italia” della rete professionale Linkedin si sta sviluppando questa interessante discussione tra testimoni del lavoro scolastico.

Non siamo autorizzati a riportare qui i vari interventi, ma invitiamo chi è interessato a iscriversi al gruppo: qui.

«Buongiorno ai membri del gruppo. Vorrei fare una domanda che mi circola nella mente in questi giorni.
A cosa serve studiare la grammatica?
Ve lo chiedo perché osservo mia figlia iniziare a districarsi tra articoli determinativi e indeterminativi. Mentre non ha nessuna difficoltà nell’usarli correttamente, si sforza di mandare a memoria queste categorie. Immagino che poi arriveranno altre cose come predicati verbali, complementi oggetti, avverbi di modo, di tempo ecc.
Personalmente io da molti anni per lavoro vivo con la scrittura, ma di tutte queste nozioni non ricordo niente né tantomento ne faccio uso.
E alora? Perché dedichiamo loro giorni e mesi di studio?
A volte ho la sensazione che accada solo perché l’idea formativa concepita a suo tempo per la scuola pubblica italiana (e i suoi programmi) sia stata affidata a uomini di lettere e filosofia.
Se l’avessero scritta dei danzatori o degli artigiani forse passemmo più ore e più utilmente a imparare a riparare una bicicletta o a stare appropriatamente con il nostro corpo…»

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