Tozzi e Mercalli contro il governo:
“Al posto del Tav metta in sicurezza il territorio”

I due conduttori televisivi: “L’esecutivo fa finta che il cambiamento climatico non esista”. Al posto delle mega-opere chiedono mille piccoli cantieri per fermare il dissesto idrogeologico. Ma non sono fiduciosi: “Tornerà il sole e ancora una volta ci si dimenticherà di tutto fino alla prossima tragedia”.

Il Fatto Quotidiano riporta l’opinione dei due volti televisivi dell’ambientalismo italiano, Marco Tozzi e Luca Mercalli, che correttamente provano a ragionare di quanto accade di nuovo al nostro territorio, invece di limitarsi a descrivere una tragedia abituale come se fosse inevitabile, una fatalità.

«…in Italia si preferisce costruire gigantesche opere infrastruturali, giudicate inutili dagli esperti e invise alle popolazioni locali, invece che mettere a punto un piano organico per fronteggiare il dissesto idrogeologico. Un settore che “a partire dal 2006 ha visto i fondi dimezzati, mentre si trovano, o si dice di trovare, i soldi per la Torino-Lione o per il ponte sullo Stretto di Messina”, fa notare Tozzi. “Ma la prevenzione – continua il geologo – non solo salva le vite umane – conviene anche dal punto di vista economico: per un euro speso oggi se ne risparmiano sette in futuro”. Al posto di faraonici ponti e gigantesche gallerie, secondo i due conduttori, bisognerebbe aprire mille piccoli cantieri che mettano in sicurezza colline, paesi e letti di fiumi. “Invece noi siamo il paese delle grandi opere che non vedranno mai la luce del sole, degli sciagurati piani casa, della cementificazione selvaggia e soprattutto dei condoni”, sottolinea amareggiato Tozzi.»

Condividiamo l’esigenza di promuovere un’educazione alla tutela del territorio che non sia vuota retorica o lacrimosa doglianza, ma consapevolezza dello stato delle cose e di ciò che è necessario fare.

Non a caso il ministro Prestigiacomo (che nessuno ricorderà per quello che ha fatto per l’ambiente) dichiara, secondo quanto riportato da Brescia Oggi:
«Appare davvero sgradevole il tentativo di innescare polemiche politiche, peraltro già viste. Il rispetto per il dolore delle persone che hanno perso i propri cari, la preoccupazione per la devastazione nello Spezzino e nella Lunigiana ci impongono in primo luogo di pensare ai soccorsi alle popolazioni ed al ripristino dei collegamenti e servizi essenziali.»

Sotto a questa litania del rispetto delle vittime, che fa tanto Italia con il cuore in mano, ogni volta si nasconde ciò che invece è necessario mettere a fuoco: ci sono delle responsabilità. Non si può ragionare dell’impegno dell’Italia in guerra perché prima c’è da piangere i militari uccisi, non si può ragionare di speculazione edilizia perché prima c’è da piangere le vittime del crollo, non si può ragionare dei modelli di vita perché prima c’è da piangere il giovane pilota…

E invece non si può tacere che questo governo  considera i temi ambientali stupidaggini per i quali non investe un euro, mentre favoleggia di grandi cantieri che aggraveranno la situazione, ma sicuramente procureranno grandi guadagni – leciti e illeciti – agli amici e agli amici degli amici.

Qui il link all’articolo de Il Fatto Quotidiano.

Qui il link al sito www.liguriambiente.it, con una spiegazione chiara di cosa sia il rischio idreogeologico.

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