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Francesco d’Assisi è una di quelle figure strazianti per la comunità degli esseri umani, costretti all’evidenza che i pensieri radicali oltre che concepiti e predicati possono essere vissuti.
E’ l’esempio intollerabile di quanto ci si possa spingere in là aderendo ai proprie interrogativi più profondi, che proprio per la loro estensione nello spazio interiore cessano di essere individuali e diventano collettivi, universali.

Francesco è uno di quegli uomini che incarnano il precetto “vivete senza distrazioni” intimato in punto di morte dal Buddha Sakyamuni ai propri discepoli.
E’ la falena della parabola zen che per comprendere l’essenza della fiamma vi vola dentro e brucia.
E’ la risposta all’interrogativo del racconto sufi che chiede quale sia la Parola del Demonio: Io.
Una determinazione all’umiltà e all’amore durissima per un animale – l’uomo – dominato dal principio del minimo sforzo e del tornaconto e che dunque incensa i folli – o i santi, è lo stesso – perché gli mondino la coscienza. E’ un meccanismo di psicologia delle masse fin troppo banale: ecco, noi, genere umano, fedeli di qualunque culto, ce la possiamo fare, come il santo ha dimostrato per tutti. Rientriamo nelle nostre case, badiamo alle nostre faccende, distraiamoci.

I fioretti di San Francesco sono un testo strepitoso, una narrazione nell’italiano volgare del Trecento che mostra da quale ribollimento plebeo sia nata la lingua elegante che cerchiamo di padroneggiare. Un rosario di episodi esemplari, raccontati semplicemente ma con incanto, ricchi di umorismo e teatralità come le migliori parabole popolari presenti in ogni fede.
Una selezione di fioretti viene intrecciata con testi (e brani video, quando possibile) che ragionano di Francesco e della sua disperata ricerca di un’autentica e concreta sacralità del vivere.

Al testo trecentesco si intrecciano brani provenienti da altre scritture, da altre culture, anche lontane.
Dunque un pastiche new age di buoni sentimenti? Solo per chi mette più in alto la forma della sostanza, l’ortodossia alla conoscenza.
La lezione con arte su San Francesco non è né una proposta confessionale né una proposta accademica, ma la condivisione di una ricerca letteraria e teatrale che si pone lo scopo di saperne di più di lui per migliorare noi. E con questo scopo, che dovrebbe essere comune a ogni sforzo di conoscenza, non c’è nessuna divagazione di cui ci si debba vergognare.
La vergogna a teatro non esiste.

a cura di Oliviero Grimaldi

Alcuni materiali di riferimento:

Francesco d’Assisi, Cantico delle Creature
Anonimo, I fioretti di San Francesco
Francesco Gesualdi, Francesco d’Assisi
Liliana Cavani, Franziskus
Pier Paolo Pasolini, Uccellacci e Uccellini
Anonimo, Racconti della tradizione sufi
Anonimo, 101 racconti zen

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