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Il Ramayana, è una monumentale opera della letteratura indiana, un vero e proprio manuale di vita (individuale e collettiva) elaborato nella forma di una straordinaria narrazione epica, ricca di eventi tanto immaginifici quanto esemplari.

Il poema ramaico non solo “descrive”, ma “prescrive”, attraverso il fulgido esempio del principe divino Rama e della sposa Sita, proposti come archetipi di perfezione e di adesione al dharma, modello di condotta morale e etica da imitare e interiorizzare.

"Sita Sings the Blues" il fotogramma di una splendida animazione che "rivisita" con gli occhi di una donna di oggi il poema Ramaico

Mettendo al centro della lezione con arte la protagonista femminile del Ramayana, la principessa Sita, la narrazione interroga sull’influenza culturale e sociale dei modelli proposti da un lavoro letterario, soprattutto quando in questo si giunge a rispecchiare un intero popolo.
Iniziando proprio dal ruolo femminile, da sempre ambivalente nel pensiero di chi l’epica la scrive, ossia gli uomini. E ancor più quando l’epica si ammanta di insegnamento religioso e metafisico, valori rispetto ai quali la donna, se non ne rappresenta la negazione e la minaccia, resta lontana o estranea.

Il Ramayana (Sita remix) offre dunque due contenuti di interesse: l’avvicinamento a una delle maggiori opere del patrimonio letterario dell’India – e conseguentemente un primo approccio a una delle maggiori tradizioni culturali extra europee.
Un’occasione di riflessione critica sulla potenziale strumentalità che ogni prodotto culturale contiene.

Al testo del poema si intrecciano altri brani classici affascinanti per l’armonia o la dissonanza che esprimono a confronto del poema indiano – da Omero a Shakespeare – come le testimonianze di autori moderni e contemporanei – da Gozzano a Pasolini, da Calasso a Saviano.

Di Oliviero Grimaldi, autore della lezione, è possibile leggere su questo tema il racconto “Girotondo indiano”. Qui.

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