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Scrive Goethe, dopo aver assistito a una rappresentazione di Commedia: «Ho visto il popolo recitare sé stesso.»

Questa è l’eredità della tradizione italiana del teatro espulso dal recinto religioso delle rappresentazioni sacre e fattosi spettacolo di strada, capace di narrare con feroce allegria i propri vizi e le proprie virtù con una tecnica attorale e drammaturgica che ha contagiato tutta l’Europa e ancora oggi capace di ispirare la ricerca scenica.

Un’energia della rappresentazione affidata sia alla capacità di improvvisazione che a un rigoroso codice formale.
Di questa tradizione Carlo Goldoni raccoglie la vitalità del rispecchiamento popolare, spogliandola delle stereotipie in maschera per arricchirla di una virtuosità letteraria da grande commediografo.

La lezione spettacolo è strutturata alternando momenti di pura narrazione, ricca di citazioni ed esempi, a scene recitate dagli attori, prima tratte da canovacci storici (come quelli di Flaminio Scala), poi nell’esposizione della riforma, da opere di Goldoni (come La locandiera e La bottega del caffè).

I ragazzi vengono direttamente coinvolti, perché comprendano da vicino e fattivamente le dinamiche della Commedia: il gioco della maschera, il codice corporeo, l’uso teatrale dello spazio, il ritmo essenziale alla commedia…

Gianni Coluzzi, Goldoni, Commedia dell'arte, Sala dei Tanti

Gianni Coluzzi, conduttore della lezione con arte

 

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