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mandragola, machiavelli, gianni coluzzi, sala dei tanti, commedia dell'arte, licei

Come ingravidare una moglie e garantirsi degli eredi? Con una finta pozione a base di mandragola preparata da un finto dottore, somministrata a un finto garzone, sotto la guida di un finto amico e la benedizione di un finto sacerdote a una finta timorata di Dio…
Dietro beffe, passioni e inganni, Machiavelli, pur attraverso il riso, mostra una quotidianità amara della Firenze del suo tempo, dominata da avidità e ipocrisia, sesso e denaro, pubblica morale e illeciti privati.
L’Italia di oggi, insomma.

Con alcuni spunti di rilievo: in primo luogo quell’Italiano strepitoso, vitale e fantasioso della Firenze rinascimentale. Le radici della nostra lingua capaci di rivelarci insieme la strada percorsa e i tesori di poesia possibile che giacciono nel passato.
La seconda una riflessione sul calco antico della figura femminile, contenitore di ovuli, strumento di godimento, riottosa al piacere fino all’istante prima e poi lussuriosa peccatrice, in una diminuzione morale che ne giustifichi l’uso maschile.
Infine il denaro, lubrificante di ogni strettoia…

La messa in scena sfrutta appieno gli strumenti della Commedia dell’Arte per la messa a punto dei meccanismi comici e per la definizione e la vitalità dei personaggi. Un crogiuolo di energie vitali in cui vengono coinvolti anche ragazzi scelti tra gli spettatori.
Ciò in ragione del fatto che, benché Machiavelli si sia ispirato ai grandi modelli classici e ad alcune novelle del Decameron, La mandragola è contemporanea alla nascita di quella Commedia dell’Arte di cui lo scrittore fiorentino (e gli attori del tempo) non poteva ignorare le virtù, la grandiosità ed i primi successi.

Oltre all’allestimento teatrale (che necessità di uno spazio scenico, della possibilità di oscurare, diffondere musica, ecc.), la Sala dei Tanti propone una delle sue lezioni con arte sulla commedia e la riforma goldoniana (che può invece svolgersi in classe o in una sala bibliotecaria o in un giardino…).
Di cosa si tratti lo leggete qui.

Per maggiori informazioni: lasaladeitanti@gmail.com

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