Tag

, , ,

condotto da Eugenio Allegri e Marcella Bassanesi

(training: Gianni Coluzzi)


Milano 21 settembre – 2 ottobre 2011

Due delle più importanti tradizioni teatrali a confronto, quella italiana della Commedia dell’Arte e quella indiana del Natya, il teatro sacro.

Entrambe muovono dal presupposto che l’attore, prima di ogni esplorazione interiore debba essere la forma di un corpo capace di comunicare con un vocabolario e una grammatica minuziosamente codificata.

Intenzionata, la Commedia, a rispecchiare la società circostante, i vizi umani, la condizione farsesca dei mortali da trascendere ridendo: “Ho visto il popolo recitare sé stesso.” scriveva Goethe.

Determinato, il teatro indiano, a rappresentare la dimensione sacra del vivere, sia attraverso la perfezione formale dell’uomo che si fa performer sia attraverso la narrazione muta e poetica delle vicende divine.

Due sessioni di studio che consentono all’attore di fare prova della rappresentazione di questi due mondi – materiale e trascendente –attraverso il vincolo di una padronanza tecnica che deve saper far affiorare sulla superficie del corpo i sommovimenti dell’anima.

Un incrocio di culture e di arti insegnate da due grandi professionisti e ottimi maestri.

Le discipline

La Commedia dell’Arte

La Commedia dell’Arte mantiene intatta la sua attualità.
Ogni qualvolta un’attrice o un attore si misurano con la maschera dell’antico teatro “all’italiana”, la lezione che se ne trae si estende all’infinito andando a lambire i confini dell’arte delle avanguardie storiche, della ricerca contemporanea, delle sue coniugazioni plastiche e figurative e a quant’altro di moderno sia rimasto nell’arte del fare teatro.
Eppure la Commedia all’Italiana mantiene anche intatta la prorompenza del teatro popolare nel panorama generale delle forme di espressione con cui artisti di strada e di piazza contesero il primato ai grandi della letteratura e della scena che impreziosivano e arricchivano, a loro volta arricchiti, le corti del Rinascimento.
La Commedia dell’Arte giunge a noi fin da allora; ma grazie all’intuito e al genio di alcuni straordinari protagonisti della scena italiana del ‘900 (da De Bosio a Lecoq e Fo, da Strehler ai Sartori, da Giovanni Poli sino a Carlo Boso), attrici e attori di oggi non la sentono lontana e passiva bensì, al contrario, possono riviverla e riprodurla come fatto teatrale attivo e presente.
Sono grato all’associazione “La Sala dei Tanti” di Milano per avermi offerto l’opportunità di manifestare concretamente, proprio nella città fulcro di quel ritorno, la mia passione per la Commedia; e a Gianni Coluzzi, per volermi affiancare col suo prezioso lavoro in un sodalizio già sperimentato altrove con successo.
Indagare la tecnica di maschera, il movimento extraquotidiano, le traiettiorie di palcoscenico, l’esercizio di improvvisazione, la qualità del linguaggio, i contrasti e lo studio dei canovacci, altro non è che affrontare temi e problemi del lavoro dell’attore in rapporto a qualunque epoca e in funzione di qualsivoglia forma estetica.
Per questo e molto altro che non so, ma che ogni volta intuisco e verifico esistere, la Commedia dell’Arte appartiene al teatro moderno e alla nostra società.

Eugenio Allegri

Il teatro sacro indiano

La scuola teatrale indiana ha duemilacinquecento anni e rappresenta una delle tradizioni più ricche nella storia delle arti. Ignota al pubblico occidentale fino al secolo scorso poiché trasmessa per secoli esclusivamente all’interno dei recinti sacri dei templi, ha rappresentato una scoperta stupefacente per tutti i grandi ricercatori dell’innovazione scenica del Novecento, che vi hanno tratto ispirazione poetica e tecniche: Artaud, Mejerchold, Barba, Grotowsky, Brook, Béjart, Wilson tra i più noti.
Il rigore e l’intensità della preparazione tecnica del performer, la sua ricchezza pantomimica e gestuale, l’intreccio di recitazione e danza sono oggi patrimonio della comunità teatrale internazionale. Alla base dell’efficacia espressiva dei performer sta la perfezione tecnica che governa una grande energia, volta a trasformare il corpo nello strumento di una comunicativa extra ordinaria capace di produrre quell’intensità scenica che lo renda padrone delle evento spettacolare.
La padronanza assoluta del proprio corpo e di un minuzioso codice espressivo può portare l’artista a una inesauribile libertà espressiva dove danza, teatro, rito e mito sono ancora uniti. Recitare significa essere con sé stessi, ed essere con sé stessi significa avvicinarsi al sacro.
Il linguaggio mimico del Bharata Natyam è estremamente articolato, rigoroso, elegante e magico. Animali, uomini, divinità, luoghi, sentimenti e azioni sono rappresentati per mezzo di un codice gestuale insieme figurativo e astratto affidato alle mani, all’espressività del volto e alla figurazione dell’intero corpo.
Antonin Artaud, a recensione di un’esibizione cui aveva assistito, scriveva: «Ci sentiamo prendere da una specie di terrore al pensiero di questi [attori], le cui gioie e i cui dolori non sembrano appartenere a loro in proprio, ma obbedire ad antichi riti, come se fossero stati dettati da qualche intelligenza superiore (…) Questo insieme abbagliante, pieno di esplosioni, di fughe, di segreti canali, di sinuosità, in tutte le direzioni della percezione interna ed esterna, compone un’idea sovrana del teatro, che sembra esserci tramandata da secoli per insegnarci ciò che il teatro non avrebbe mai dovuto cessare di essere.»

Programma e orari

Il seminario prevede 26+ 26 ore di lavoro, da mercoledì 21 settembre a domenica 2 ottobre 2011 suddivise come indicato di seguito.

E’ possibile frequentare uno solo dei due moduli.

Commedia dell’Arte

Introduzione storico-teorica –  Tecnica del movimento – Training fisico (flessibilità, coordinazione, rotazione, forza, equilibrio) – Improvvisazione – Tecnica base (Il concetto di preparazione, di sviluppo del movimento, di freno, di punto, di “Frase”; il concetto di “Evento” e “Reazione/Azione”, di “Desiderio”, di “Suddivisione dell’Azione in “Frasi” –  Elementi di acrobatica di base a terra individuale e di coppia –  Attitudini e gestualità delle maschere (Zanni, Arlecchino, Brighella, Capitano, Dottore, Pantalone, Strega) –  Traiettorie di palcoscenico –  Contrasti a due o più maschere.

Mercoledì 21, giovedì 22 e venerdì 23 settembre: 19.00 / 23.00 (4h)

sabato 24 e domenica 25:  10.30 / 18.30 (7h con 1h di pausa)

Teatro sacro indiano

Dal punto di vista fisico, vengono affrontati la scomposizione del movimento, la semantica delle posture, il diagramma delle direzioni spaziali, l’equilibrio e la forza, il senso ritmico, la presenza, l’esattezza del gesto, la partitura coreografica.

Nel lavoro mimico vengono trattati i principali sentimenti attraverso le tecniche fisico/gestuali/facciali che riproducono la vita emotiva, il binomio figurativo/astratto, la distribuzione su tempi sincroni e diacronici e la divisione tra più personaggi.

Mercoledì 28, giovedì 29 e venerdì 30 settembre: 19.00 / 23.00 (4h)

sabato 1 e domenica 2 ottobre: 10.30 / 18.30
(7h con 1h di pausa)

Sede, ammissione e costi

Il seminario si terrà presso il teatro Trebbo, in via de Amicis 17, Milano (zona Ticinese / colonne di San Lorenzo).

Chi è interessato a partecipare è pregato di inviare il proprio curriculum entro il 5 settembre 2011 a mezzo posta elettronica:
lasaladeitanti@gmail.com

Il costo di iscrizione al singolo seminario è di 220 euro.

L’iscrizione a entrambi i seminari è di 350 euro.

Per ulteriori informazioni. Numero verde 800 14 66 64

Gli insegnanti

Commedia dell’Arte

Eugenio Allegri inizia la suà attività di attore nel 1979 con la Cooperativa Nuova Scena di Bologna diretta da Francesco Macedonio e Vittorio Franceschi. Lavora poi con altri grandi maestri della scena: Jaques Lecoq, Memé Perlini, Dario Fo, Carlo Boso, Leo De Berardinis. Nel 1994, insieme ad Alessandro Baricco, autore, e a Gabriele Vacis, regista, è protagonista del monologo ”Novecento” che lo farà conoscere al pubblico teatrale italiano.
Fin dall’inizio della sua attività, Allegri si dedica allo studio e all’insegnamento della Commedia dell’Arte dirigendo stages in Italia e in Europa, scrivendo e allestendo Canovacci con diverse compagnie italiane. E’ ritenuto uno dei massimi esperti del settore.

Gianni Coluzzi, attore e formatore, si diploma in danza contemporanea presso la Rambert School di Londra. Rientrato in Italia si lega alla compagnia Quelli di Grock, dove matura prima lo studio attorale, concluso sotto la guida di Claudio Orlandini, e successivamente quello formativo con la nomina a docente di recitazione all’interno della rinomata scuola teatrale.

Contemporaneamente, le esperienze attorali con diversi registi e la scelta di porre il corpo dell’attore e i suoi codici teatrali al centro del lavoro scenico, lo portano a condividere i progetti artistici di Eugenio Allegri e Nikolai Karpov, sviluppando un approfondito lavoro rispettivamente sulla Commedia dell’Arte e sulla Biomeccanica teatrale.

Teatro sacro indiano

Marcella Bassanesi, è interprete e coreografa di Bharata Natyam, teatro danza sacra indiana da più di venti anni. Dopo l’avvio dello studio a Chennai, India, con la maestra Uma Sundaram, prosegue il suo percorso sotto la guida di Krishnaveni Lakshmanan, Ragunath Manet e Sivaselvi Sarkar con cui si specializza nella creazione coreografica e nella tecnica didattica della danza.
Diplomata in Teoria e Solfeggio, durante lo studio ininterrotto delle performing arts indiane, si diploma presso la Scuola Civica di animazione pedagogica e sociale di Milano e in Espressione Corporea e Dance Movement Therapy presso l’Istituto di Medicina Psicosomatica di Riza.
Svolge la sua attività di danzatrice e coreografa con un fitto calendario di spettacoli e workshop in tutta Italia. Dal 2001 è testimonial del Consolato indiano e dell’Ente del Turismo Indiano.
Nel 2002 fonda a Milano il Centro Apsaras, avvia una fitta attività di ricerca, insegnamento e performance ospitando artisti provenienti dal Centro Soleil d’Or di Parigi, dalla Kalakshetra Dance Academy di Chennai, dalla Faculty of Performing Arts di Varooda.
Oltre all’attività continuativa di insegnamento, collabora su progetti educativi e laboratori di drammatizzazione teatrale. Dal 2002 al 2006 – conduce i laboratori per ragazzi del Teatro Franco Parenti.
Tra le realizzazioni più recenti: creazione coreografica ed interpretazioni teatrali per le produzioni del laboratorio interdisciplinare del Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano (Le Quattro Stagioni di Astor Piazzolla, 2010, Il Carnevale degli Animali di Camille Saint-Saens, 2011); coreografie orginali, casting e training di corpi di ballo per produzioni cinematografiche (Oggi Sposi, Cattleya, 2009) e televisive (Academy, RaiDue, 2010).

il programma in formato pdf

Annunci